Progetto
Zero
Progetto Zero parte dal cerchio e al cerchio ritorna.
In una società in disequilibrio le forme circolari, di arte, di economia, di vita, sono per me le uniche forme sostenibili perchè dilatano il tempo e gli danno nuovamente la sua dignità lontana dalla performance e dall'inseguire continuo di modelli concreti.
Il cerchio non è rappresentato come sempre perfetto, così come non è perfetta la vita e non sono perfette le persone, perché la perfezione è solo un costrutto che non esiste.
Nella società moderna questa perfezione è rappresentata come qualcosa di edonistico e sempre al di fuori di se, qualcosa da raggiungere per poi recintare e da rendere oggettivo.
Progetto Zero è invece soggettivo perchè parla del centro che ognuno di noi ha, nel pieno delle sue imperfezioni, nel pieno del costante disequilibro che genera l'energia necessaria al movimento.
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